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Isola di Pianosa
NOTIZIE E CURIOSITA'

L'Isola di Pianosa dista soltanto 7 miglia dalla punta di Fetovaia e pertanto risulta essere l'isola piu' vicina all'Elba, raggiungibile in 35 minuti di navigazione partendo dal porto di Marina di Campo nel comune di Campo nell'Elba, alla quale amministrativamente appartiene.Dopo un secolo e mezzo che l' ha vista destinata a colonia penale, Pianosa e' tornata ad aprire le sue porte ai visitatori offrendo un ambiente unico, splendido e assolutamente intatto.
Il silenzio, i colori, il mare cristallino, i muri, le rocce fantasmagoriche, le carceri, le fioriture spontanee, il sole che batte in ogni angolo, dall'alba al tramonto: sono tutti elementi che caratterizzano l'Isola di Pianosa.
La presenza dei detenuti, prima per volonta' dei granduchi toscani e poi della Repubblica Italiana, ha tenuto infatti alla larga il turismo di massa, proteggendo l'ecosistema di Pianosa dagli scempi dell'industria turistica.
Unica tra le isole toscane ad essere interamente pianeggiante, Pianosa e' un vero paradiso per i visitatori attenti ai valori culturali ed ambientali, ed offre un incredibile patrimonio storico, archeologico e naturalistico.
Volendo l'Isola e' attualmente visitabile, ma unicamente attraverso l'accompagnamento di guide specializzate in grado di offrire esaudienti spiegazioni, per ulteriori informazioni visitate il seguente sito IL VIOTTOLO



 



Numerosi avanzi fossili di orsi, cervidi ed equini rinvenuti nell'isola, confermano che, ancora nel quaternario antico, Pianosa era saldata al continente.Abitata dall'uomo gia' nel paleolitico, conserva tracce preistoriche e importanti ruderi romani.Gli ultimi 150 anni di storia Pianosina sono legati alla storia carceraria.
Pianosa e' disabitata da quando nel 1998 il carcere ha chiuso: da allora, oltre ai detenuti, hanno abbandonato l'Isola anche le guardie, i loro familiari e i pochi civili che l'abitavano.
Pianosa ha il fascino angosciante legato all'intrigante e misteriosa storia delle strutture reclusive, l'irrealta' di un paese improvvisamente abbandonato, la spettacolarita' di una conformazione geologica ricca di milioni di fossili marini, delle profumatissime fioriture di rosmarino ed elicrisio, della forza selvaggia di una natura invincibile che sta riprendendo il totale possesso dell'Isola, delle impervie scogliere bianche, del mare dalla limpidezza assoluta che, come una lastra di vetro, ricopre ed esalta i meravigliosi fondali.
L'Isola e' sotto la tutela del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, ed e' possibile visitarla solo attraverso escursioni guidate a piedi, in mountain bike e in kayak da mare.
 

CENNI STORICI

Pianosa, abitata gia' nell'eta' paleolitica, seguito fece parte dei domini dei romani. Augusto vi relego' il nipote Postumo Marco Ciulio Agrippa, che vi fu poi ucciso. Nel medioevo appartenne a Pisa, poi a Genova e poi agli Appiano, che se ne impadronirono nel 1399 e la ripopolarono.Nel 1553 Dragut e Kara Mustafa occuparono l'isola e ne fecero prigionieri gli abitanti. Pianosa da allora rimase disabitata. Ritornata sotto il dominio granducale, nel 1635 fu adibita a colonia agricola e piu' tardi (1856) a colonia penale, destinazione che poi fu confermata nel 1865 dal governo italiano.

Pianosa conserva alcune grotte Paleolitiche a Punta Secca e a Cala Giovanna, che testimoniano della presenza umana risalenti a 18.000 fa', ma il suo tesoro archeologico e' rappresentato soprattutto dalle catacombe che narrano degli albori della civilta' cristiana: si tratta di un complesso monumentale che risale al III - IV secolo avanti Cristo, quando i prigionieri cristiani vittime delle persecuzioni imperiali, vennero condannati a lavorare nelle cave di tufo dell'isola. Grazie ai recenti interventi di restauro, ben presto sara' permesso al pubblico di visitarle. Sul promontorio della Teglia, davanti al porticciolo considerato da qualcuno il piu' bello del mondo, svetta il forte voluto da Napoleone che si erge sul piccolo abitato ottocentesco dove avevano sede la direzione del carcere e le abitazioni dei dipendenti. Proprio all'Imperatore si deve la maggior parte delle opere urbane di Pianosa, che testimoniano del suo eclettismo culturale mescolando decori di gusto medievale con particolari orientaleggianti e simil rinascimentali.

La splendida Cala Giovanna conduce alle uniche vestigia romane rimaste sull'isola, i bagni e la Villa di Agrippa, esiliato nel cuore dell'Arcipelago Toscano da suo zio, l'imperatore Augusto, per sospetta ostilita' verso la dinastia regnante ed ucciso per garantire il trono al favorito Tiberio. I bagni di Agrippa sono stati recentemente oggetto di un poderoso restauro curato e condotto dalla Sovrintendenza archeologica della Toscana e sono dunque aperti alle visite del pubblico. Il muro imponente che si erge alle spalle di Cala Giovanna, l'unica falce sabbiosa dell'isola affacciata su un mare dai colori fantastici, venne eretto per volonta' del generale Dalla Chiesa negli anni di piombo, quando il super carcere di Pianosa ospitava mafiosi e terroristi. Dopo la chiusura della colonia penale, quattro anni fa, alcuni detenuti in riabilitazione garantiscono il funzionamento dei servizi essenziali seguendo le direttive del carcere di Porto Azzurro nell'isola d'Elba.

  

GEOLOGIA

Pianosa e' formata interamente da rocce sedimentarie, in pratica e' la parte affiorante di un grande bassofondale ed e' formata dalla sovrapposizione di calcari, conglomerati conchigliferi e marne.


CLIMA

La mancanza di rilievi rende rare le piogge e molto intensa l'insolazione, la temperatura media e' superiore in tutte le stagioni.


MORFOLOGIA

L'Isola con un perimetro di ventisei chilometri: geologicamente e' una piattaforma di sedimento marino, rialzato di pochi metri sopra il livello del mare con una punta massima pari a 27mt.

La morfologia di Pianosa e' radicalmente diversa rispetto alle altre isole toscane per via della sua genesi particolare: completamente priva di rilievi, e' costituita in prevalenza da rocce sedimentarie e da accumuli di conchiglie che le restituiscono forme e colori assolutamente introvabili in altri angoli del nostro mare. Da non perdere assolutamente e' la vista che si apre sulla splendida insenatura del Porto Romano guadagnando la punta nord dell'isola, dietro le rovine del Marchese.
Altrettanto suggestivi sono i colori della scogliera che collega Punta del Marchese e Punta di Libeccio, dove le sfumature gialle, ocra e avorio nascondono i fossili marini rimasti imprigionati nelle ere passate.

La natura intatta delle scogliere nasconde un entroterra al contrario profondamente modificato dall'attivita' umana: degli antichi e selvaggi boschi d'alto fusto, per la prevalenza costituiti da lecci e querce, quasi nulla e' rimasto e le steppe cerealicole delimitate da muri a secco raccontano dell'attivita' agricola e dell'allevamento intensificati per via della presenza della colonia penale. Il fascino di Pianosa si sprigiona nel piumaggio e nei canti degli uccelli che si puo' dire costituiscano la sola popolazione dell'isola, visto che di essere umani se ne contano circa una ventina. Qui nidificano il gabbiano corso e il falco pellegrino, l'upupa il gruccione e la poiana, la berta maggiore e il marangone dal ciuffo, ma i bird watchers piu' fortunati potranno avvistare anche il falco della regina, la ghiandaia marina e l'aquila minore. Il paradiso dei naturalisti cela tesori ancor piu' sorprendenti sotto le onde incontaminate: grotte e canyon, anfore romane e coralli rossi, cernie dentici e posidonie, occhiate spigole e triglie giganti sono solo alcuni degli esseri viventi che popolano le acque di questo ecosistema di straordinario valore archeologico ed ecologico che le vicissitudini storiche e politiche, in maniera piu' o meno intenzionale, hanno conservato intatto. I fondali calcarei di Pianosa esaltano ancor di piu' i colori di un'acqua che farebbe scoppiare d'invidia gli albergatori dei Caraibi e per rendersene conto basta dotarsi di una banalissima maschera e immergere la testa sotto le acque di Cala Giovanna, l'unica zona dell'isola dove e' consentita la balneazione.

A Pianosa infatti sono vietati l'ancoraggio, la pesca, l'immersione e la navigazione che distruggerebbero irrimediabilmente quest'oasi naturale che funge anche da reparto di maternita' per moltissime specie a rischio d'estinzione, o comunque minacciate dalle conseguenze nefande del progresso umano: per simboleggiare la funzione di Pianosa e la volonta' dei naturalisti di tutelare e valorizzare questo gioiello dell'Arcipelago, nell'agosto del 2000 sono stati rilasciati sulle sue spiagge tre esemplari di tartaruga marina comune, nella speranza che possano trovare nuovi spazi per deporre le uova lungo le nostre coste. Per visitare Pianosa e' necessario rivolgersi all'Ente Parco dell'Arcipelago Toscano oppure al comune di Campo nell'Elba dove si ricevono le prenotazioni.

isola pianosa

INFORMAZIONI:

Posizione : Lat Nord 42°34' - Long Est 10° 05'
Superficie : kmq 10,25
Sviluppo costiero : km 26
Altezza max : mt 29
Distanza dall'Elba : mg 7
Distanza da Montecristo : mg 17,5
Distanza dalla Corsica : mg 21,5
Distanza dal continente : mg 31,8
 

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