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Isola di Gorgona
NOTIZIE E CURIOSITA'

Un pezzetto di terra in mezzo al mare. Un’ombra azzurra dal profilo a parentesi graffa che si confonde all’orizzonte con il celeste tenue del cielo e il verde intenso del mare. La più settentrionale (43°25'37'' lat. Nord) e la più piccola isola dell'Arcipelago, sede di una colonia penale è estesa per 220 ettari e dista circa 37 km da Livorno, 39 da Capraia e 60 dalla Corsica; ha uno sviluppo costiero di poco più di 5 km, è territorio del comune di Livorno.
Circa 150 km (80 miglia) la separano dall'isola di Giannutri, la più meridionale. Abitanti: circa 300, compresa la popolazione carceraria. L’approdo sull’isola è possibile solo a Cala dello Scalo, ove si trova l’unica spiaggia accessibile da terra e l’antico villaggio dei pescatori. Si estende su una superficie di appena 2,25 kmq, cento volte minore di quella dell’Isola d’Elba.Il suo profilo ricorda un volto emergente dal mare. Prevalentemente montuosa e ricca di vegetazione tipica della macchia mediterranea. Attualmente conta una trentina circa di residenti dei quali solo un paio circa vi abita tutto l’anno, anziani pescatori che non hanno voluto abbandonare la loro terra per andare a vivere in "continente". Il mare che circonda l’isola è limpidissimo questo grazie allo scarso inquinamento. Infatti, il mare di Gorgona ha una fauna marina ricca di specie. L’isola è colonia agricola penale dal 1869.

L’Isola di gorgona è da anni considerata l'"Isola felice" del nostro sistema carcerario italiano. I detenuti svolgono mansioni d’ogni tipo, che spaziano dall’agricoltura alla pastorizia, dall’artigianato alla carpenteria, e possono spostarsi in ogni parte dell’isola sotto l’occhio vigile degli agenti della Polizia Penitenziaria. Grazie a loro il villaggio è stato completamente modificato e ristrutturato.

Durante la notte i detenuti sono riaccompagnati nelle loro "celle", che spesso sono dei veri e propri miniappartamenti.


CENNI STORICI

L'isola, nel corso della sua storia, ha assunto varie denominazioni: Egilora per i Greci, Urgon, Gorgon e Marmorica per i Latini e i Romani.

La storia di Gorgona ha origini molto antiche, però la presenza umana è sempre stata scarsa e discontinua.Si hanno notizie di piccoli insediamenti etruschi e sicuramente fu abitata da romani, ma le uniche presenze riscontrabili già dai primi secoli dopo Cristo sono di comunità monastiche rappresentate dai Benedettini e dai Certosini.

Proprio loro modificarono per primi il territorio dell’isola, con la formazione d’aree dotate di terrazza per la coltivazione agricola.

Successivamente ci fu una colonizzazione sia militare sia civile "imposta" dal Granducato di Toscana dalla metà del diciottesimo secolo. A ciò seguì il trasferimento delle attività dalla terra al mare, ricco in quel periodo d’acciughe. Nel momento in cui i Certosini abbandonarono in modo definitivo la Gorgona, la civiltà gorgonese mutò la propria condizione professionale da contadina a marittima.

Nella seconda guerra mondiale giunsero sull’isola anche gli americani e i tedeschi. Per loro la Gorgona era ritenuta una posizione strategica importante.

Tra i monumenti più importanti da vedere ricordiamo:

La Torre Vecchia: costruita sull’orlo della strapiombante scogliera della Costa dei Cantoni, dai Pisani nel tredicesimo secolo. Ha rappresentato per lungo tempo un rifugio sicuro per i monaci dalle invasioni dei corsari. A metà dell’Ottocento fu utilizzata anche come prigione.
La Torre Nuova
La Torre dell’Orologio
La chiesetta di San Gorgonio
Il piccolo cimitero, dove quasi tutti i defunti appartengono alle famiglie dei Citti e dei Dodoli.
Alcune grotte: come quella famosa del Bue Marino, un tempo rifugio di foche monache.
Cala Scirocco: sulla punta di Cala Scirocco è installato uno dei tre fari dell’isola.
Cala dello Scalo: unico insediamento civile dell’isola, d’origine settecentesca.

Due sono le famiglie originarie dell’Isola di Gorgona: i Citti e i Dodoli.

Queste due famiglie, furono espiante dalla campagna lucchese dal governo fiorentino per destinarle ad una specie di domicilio coatto in mezzo al mare. Hanno sempre vissuto di pesca, riuscivano a pescare anche 3 o 4 quintali d’aragoste a settimana e 120-130 d’acciughe che mettevano sotto sale per poi venderle in "continente".

Cesira Citti, fedele alla sua isola, non si è mai spostata, ha sempre preferito restare sola, ma rimanere sulla sua isola. Gli abitanti dell’isola oltre al cognome, hanno in comune una storia di duro lavoro, in contatto con il mare che non sempre è generoso e spesso si porta via le persone care, come il fratello di Gino Citti annegato durante una burrasca.

Cosi Dante Alighieri la citò nel 23° canto dell’Inferno:

….. Ahi Pisa, vituperio delle genti

del bel paese là dove ‘l sì sona

poi che i vicini a te punir son lenti,

muovasi la Capraia e la Gorgona,

e faccin siepe ad Arno in su la foce,

sì ch’elli anneghi in te ogni persona!…..

Nella maledizione dantesca viene auspicato lo spostamento delle isole di Capraia e Gorgona verso la foce dell’Arno in modo tale da provocarne l’ostruzione e la conseguente morte per inondazione di tutti i Pisani.

Giovanni Marradi, noto ed apprezzato poeta labronico, così descrisse l’isola di Gorgona guardandola dalla costa livornese:


Spicca nel mezzo nereggiante, e sembra un gran

cetaceo che galleggi immoto per godersi egli pur

questo stupendo spettacolo…..


VISITE

Le visite si svolgono solo il Martedì. Il traghetto di linea (Livorno-Gorgona- Capraia e ritorno) non attracca all’isola, sia a causa del ridotto pescaggio del porticciolo a Cala dello Scalo sia per impedire sbarchi non controllati di persone . Quindi il traghetto, giunto ad un centinaio di metri dal porto, viene accostato da un"balcone" su cui vengono trasbordati i visitatori. Una volta giunti sull’isola, vengono controllati i nominativi di tutti i presenti ai quali viene trattenuto un documento d’identificazione che verrà reso al termine della visita.

Le gite sono organizzate dalla Cooperativa Parco Naturale "Isola di Gorgona" ed è la sola autorizzata dal Ministero di Grazia e Giustizia.

Cooperativa Parco Naturale Isola di Gorgona:

Corso Mazzini, 44 57126 Livorno

Tel. e fax 0586/899760


ZONE TUTELATE

• A terra: il 100% del territorio (in maggior parte zona 1, in parte zona 2)
• A mare: la quasi totalità, all'eccezione di un corridoio d'attracco in corrispondenza di Cala Scalo, che si trova tra due fasce di zona 2. La maggior parte è zona 1. In zona 1 sono vietati l'accesso, la navigazione, la sosta, l'ancoraggio, la pesca, l'immersione.
In zona 2 accesso, navigazione, sosta, ancoraggio e immersione sono regolamentati dalla Direzione della Casa di Reclusione.

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